Clarity Act, Galaxy dimezza le chance mentre il Senato rallenta
Galaxy riduce al 50% le probabilità di approvazione del Clarity Act nel 2026: pesano calendario del Senato e negoziati ancora incompleti.

Galaxy Digital ha abbassato al 50% la probabilità che il Clarity Act diventi legge negli Stati Uniti nel 2026, trasformando una previsione ancora favorevole in uno scenario sostanzialmente aperto. Decrypt ha riportato che il taglio riflette soprattutto i tempi stretti del Senato, mentre The Block ha indicato come fattori centrali anche l’assenza di un testo condiviso e il rallentamento dei negoziati. La revisione arriva dopo due precedenti riduzioni: Galaxy attribuiva al provvedimento una probabilità del 75% a maggio e del 60% il 9 giugno.
Il nuovo livello segnala che il percorso parlamentare della legge sulla struttura del mercato delle criptovalute è diventato più incerto, nonostante il tema resti centrale per operatori, emittenti e piattaforme che seguono la guida al trading di criptovalute e l’evoluzione normativa negli Stati Uniti. Il nodo principale è il calendario. Secondo quanto riportato da Decrypt, Alex Thorn, responsabile della ricerca di Galaxy, ha evidenziato che il Senato non dispone ancora di un testo unificato né di una finestra chiara per portare la misura in aula prima della pausa estiva di cinque settimane prevista ad agosto.
Il problema, nella lettura di Galaxy, non sarebbe quindi un rigetto dei contenuti, ma la difficoltà di inserire il provvedimento tra le priorità legislative. La pressione sull’agenda si è intensificata anche per ragioni politiche più ampie. Decrypt ha collegato il restringimento dei tempi alla decisione del presidente Donald Trump di non firmare un disegno di legge bipartisan sulla casa finché il Congresso non approverà il SAVE Act, misura elettorale legata alla prova della cittadinanza.
A questo si aggiunge la concorrenza di dossier su sorveglianza e difesa, che possono sottrarre spazio al Clarity Act in una fase parlamentare già compressa. La posta in gioco riguarda l’intero settore, perché il Clarity Act punta a definire meglio le competenze tra autorità di vigilanza e le regole per gli asset digitali. Una cornice più chiara sarebbe rilevante anche per reti come NEAR Protocol, pur senza che il caso riguardi direttamente il singolo progetto.
Il dibattito si inserisce in una fase in cui la regolamentazione resta un tema trasversale, come emerso anche nel nostro approfondimento su Ripple e il via libera MiCA preliminare per XRP. Anche i mercati predittivi hanno incorporato un deterioramento delle attese. Decrypt ha indicato che Polymarket prezza l’approvazione nel 2026 intorno al 49%, in calo rispetto ai massimi del 74% registrati circa un mese fa.
Il confronto tra stime istituzionali e mercati predittivi mostra una differenza di tono, ma entrambe le letture convergono su un punto: il tempo disponibile al Senato si sta riducendo rapidamente. Tim Sun, ricercatore senior di HashKey, ha spiegato a Decrypt che il calo delle probabilità sembra legato più a un ritardo procedurale che a una bocciatura sostanziale della proposta. Questa distinzione è importante per valutare l’impatto sulle aspettative di settore, soprattutto dopo settimane in cui le notizie su regolamentazione, custodia e finanza decentralizzata hanno pesato sul sentiment, come nel caso della chiusura dello scambio decentralizzato di Loopring.
Per gli investitori, la vicenda conferma che la politica statunitense può incidere sulle prospettive delle criptovalute anche quando non produce movimenti immediati sui prezzi. Il caso non riguarda solo le infrastrutture di mercato, ma anche token più esposti alla narrativa politica come Official Trump, che restano sensibili al ciclo elettorale e regolatorio. In parallelo, il mercato continua a monitorare i segnali provenienti da Bitcoin e dagli ETF, dopo una fase descritta nel nostro aggiornamento su Bitcoin fragile a fine trimestre.
Il passaggio al 50-50 non chiude il dossier, ma riduce il margine per un’approvazione ordinata entro il 2026. Se il Senato non riuscirà a consolidare un testo e a fissare un calendario nelle prossime settimane, il Clarity Act rischia di scivolare oltre le attese iniziali, lasciando ancora irrisolto uno dei principali nodi della regolamentazione statunitense sulle criptovalute.