Constellation firma 20 anni con Amazon e Google: il nucleare torna al centro dell’IA
Constellation Energy ha siglato PPA ventennali con Amazon e Google per nuova capacità nucleare, mentre Alphabet cede a Wall Street.

Constellation Energy ha consolidato il suo ruolo nella corsa all’energia per l’intelligenza artificiale con due accordi ventennali legati alla fornitura elettrica. The Motley Fool ha riportato che il gruppo ha firmato nell’ultimo mese intese separate con Amazon e Alphabet (Google), entrambe pensate per sostenere la domanda dei centri dati. Il primo contratto, annunciato il 30 settembre, riguarda un accordo di acquisto di energia da 690 megawatt con Amazon.
Nell’ambito dell’intesa, Amazon contribuirà a finanziare un potenziamento da 190 megawatt dell’impianto nucleare Calvert Cliffs Clean Energy Center, nel Maryland, con nuova capacità attesa tra il 2030 e il 2032. Una settimana più tardi, il 6 ottobre, Constellation ha chiuso un altro accordo ventennale con Google. L’intesa dovrebbe favorire l’ingresso in rete di 890 megawatt di nuova capacità nucleare nella regione PJM Interconnection e consentire investimenti su apparecchiature nucleari negli impianti del gruppo in Illinois, Pennsylvania e New Jersey.
La notizia arriva in una fase delicata per il comparto tecnologico: Alphabet scambia a 283,33 dollari, in calo del 12,79% nelle ultime 24 ore. La pressione sul titolo si è già riflessa nell’analisi su Alphabet perde il 10%: la ricerca Google mostra il conto dell’IA, dove il mercato ha iniziato a prezzare con maggiore severità i costi della transizione verso l’intelligenza artificiale. Per Amazon, il tema energetico si somma alla lettura dei conti e delle prospettive della divisione infrastrutturale, già al centro del focus su Amazon sale a 254,36 dollari prima dei conti: AWS e IA dividono Wall Street.
La disponibilità di energia stabile e programmabile diventa un elemento strategico per sostenere carichi di calcolo sempre più elevati. Il caso Constellation conferma che la spesa per l’intelligenza artificiale non riguarda solo semiconduttori, modelli linguistici e servizi digitali. Come emerso anche nella settimana degli utili Q3 con 1.885 conti sotto osservazione, il mercato sta valutando l’intera catena fisica dell’IA, dall’energia ai centri dati fino alle reti elettriche.
Per Constellation, produttore indipendente di energia con un ampio portafoglio nucleare, i contratti di lungo periodo aumentano la visibilità sui ricavi futuri. Per i grandi clienti tecnologici, invece, i PPA rappresentano uno strumento per bloccare forniture elettriche su orizzonti lunghi, riducendo l’incertezza su un costo che sta diventando sempre più centrale. La reazione degli investitori resterà però legata alla capacità di trasformare questi accordi in margini sostenibili, senza sottovalutare tempi autorizzativi, costi di aggiornamento degli impianti e domanda effettiva dei centri dati.
Dopo il recente scossone sulle grandi tecnologiche, raccontato anche nel calo di Tesla dopo Alphabet, il mercato guarda al nucleare come a una possibile infrastruttura chiave dell’IA, ma non ancora come a una certezza priva di rischi.