Open USD sfida Circle: 140 gruppi lanciano una moneta stabile
Open Standard lancia Open USD con oltre 140 partner tra pagamenti e finanza. Il progetto punta su costi ridotti e rendimenti condivisi.

Aptos Labs, Visa e Mastercard figurano tra gli oltre 140 gruppi che sostengono Open USD, nuova moneta stabile ancorata al dollaro lanciata da Open Standard. Il progetto entra in un segmento dominato da pochi emittenti e punta a ridurre costi e barriere operative nei pagamenti globali. Bitcoin Magazine ha riportato che la coalizione include anche Stripe, Coinbase e BlackRock, con l’obiettivo dichiarato di modificare la distribuzione dei ricavi nel mercato delle monete stabili, stimato in circa 300 miliardi di dollari.
TheStreet ha indicato che Open Standard presenta Open USD come una soluzione pensata per aziende che gestiscono volumi elevati e necessitano di accesso ampio, costi contenuti e capacità di transazione elevata. La proposta economica è il punto più sensibile: secondo Bitcoin Magazine, Open USD non prevede commissioni di emissione, commissioni di rimborso o limiti di volume. La maggior parte degli interessi generati dalle riserve dovrebbe essere redistribuita alle imprese che utilizzano la moneta stabile, al netto di una commissione di gestione trattenuta da Open Standard.
Il modello mette pressione diretta su Circle, società dietro USD Coin, perché tocca il cuore del business delle monete stabili: la remunerazione delle riserve. Bitcoin Magazine ha riportato che le azioni Circle sono arrivate a perdere fino al 15% martedì, segnale di una reazione immediata del mercato alla possibilità di un concorrente con partner di primo piano nei pagamenti e nella finanza tradizionale. Alla guida del progetto c’è Zach Abrams, cofondatore di Bridge, società di infrastrutture per monete stabili acquisita da Stripe nel 2024.
La presenza di operatori dei circuiti di pagamento e di grandi gestori patrimoniali rafforza l’idea che le monete stabili non siano più soltanto un’infrastruttura per scambi di criptovalute, ma anche un terreno competitivo per pagamenti aziendali, tesorerie e regolamento di transazioni. Per Aptos, l’adesione rientra nel tentativo di posizionarsi come rete adatta ad applicazioni finanziarie ad alta frequenza. APT scambia a 0,572 dollari, in calo dell’1,38% nelle ultime 24 ore, mentre il mercato valuta se l’annuncio possa tradursi in utilizzo effettivo della rete o restare soprattutto un segnale industriale.
Il tema resta rilevante anche per chi segue la nostra guida al trading di criptovalute, perché le notizie sulle infrastrutture di pagamento possono incidere sulle aspettative attorno ai protocolli coinvolti. Il lancio arriva in una fase in cui Wall Street e industria delle catene di blocchi stanno convergendo su prodotti regolati, riserve liquide e infrastrutture di regolamento più efficienti. La stessa direzione era emersa nel caso della tokenizzazione delle obbligazioni ad alto rendimento, mentre sul fronte normativo statunitense resta centrale il dibattito descritto nell’analisi su JPMorgan e la legge sugli asset digitali.
La sfida ora sarà dimostrare che una moneta stabile con rendimenti condivisi può attirare uso reale senza indebolire la fiducia nella qualità delle riserve. Il confronto con Circle e con gli emittenti già affermati non riguarderà soltanto le commissioni, ma anche liquidità, trasparenza e capacità di integrarsi nei sistemi di pagamento esistenti.