Strategy ha 848.517 Bitcoin a 10 giorni dal verdetto MSCI sugli indici
Saylor segnala un possibile nuovo acquisto mentre MSCI valuta l’uscita di Strategy dagli indici: in portafoglio 848.517 BTC e titolo sotto pressione.

Michael Saylor ha riacceso l’attenzione su Strategy pubblicando di nuovo su X il grafico degli acquisti di Bitcoin, un gesto che in passato ha spesso preceduto nuove comunicazioni sulle riserve della società. La tempistica è delicata: il messaggio arriva a dieci giorni dalla decisione di MSCI sugli indici globali, attesa per l’11 novembre. 24/7 Wall St ha riportato che Strategy deteneva 848.517 BTC al 25 ottobre, per un valore indicato intorno a 66 miliardi di dollari.
La stessa fonte ha segnalato che quest’anno la società ha venduto circa 432 milioni di dollari in BTC per coprire dividendi su azioni privilegiate e riacquistare titoli STRC, un dettaglio che rende più sensibile il tema della liquidità. Il nodo riguarda l’eventuale esclusione di Strategy dagli indici MSCI, ipotesi emersa da simulazioni precedenti citate dalla testata. Se confermata, una rimozione potrebbe costringere alcuni fondi passivi a ridurre l’esposizione al titolo, aumentando la pressione su una società che il mercato considera ormai un veicolo quotato legato a BTC più che un normale gruppo software.
Il prezzo di BTC scambia a 77.947,18 dollari, in rialzo dello 0,47% nelle ultime 24 ore. Il movimento è contenuto, ma arriva dopo una fase in cui il mercato ha già assorbito notizie macro rilevanti, come la decisione della banca centrale statunitense raccontata nella nostra analisi su Fed e tassi fermi con BTC sopra 81.000 dollari; per chi segue il tema in ottica di lungo periodo resta centrale anche la guida su comprare Bitcoin, senza che questo implichi indicazioni operative. La questione MSCI incide soprattutto sul modello di finanziamento di Strategy.
Secondo 24/7 Wall St, Saylor ha indicato la possibilità di raccogliere fino a 30 miliardi di dollari tramite quello che definisce credito digitale, cioè emissioni collegate alle azioni privilegiate, da destinare a ulteriori acquisti di BTC. Il rischio discusso dagli investitori è il rovesciamento del copione: da compratore strutturale a soggetto costretto a vendere, almeno in scenari di maggiore stress sul capitale. Non esiste al momento un annuncio di vendita forzata, ma il precedente dei 432 milioni di dollari già ceduti nel corso dell’anno mostra che la gestione della liquidità non è più un tema teorico.
Il caso Strategy si inserisce in un mercato in cui società quotate, criptovalute e strumenti ibridi sono sempre più collegati. Le ultime trimestrali del settore, come quella di Coinbase con 719 milioni di utile netto, hanno confermato il peso crescente dei ricavi legati agli asset digitali, mentre il dibattito sui titoli tokenizzati visto nel caso JPMorgan e Coca-Cola contro OKX-ICE segnala che il confine tra mercato azionario e infrastruttura delle criptovalute resta sotto osservazione. Per BTC, il verdetto MSCI non è una variabile tecnica marginale: Strategy è uno dei maggiori detentori societari e ogni cambiamento nella sua capacità di finanziarsi può incidere sulle aspettative di domanda futura.
La data dell’11 novembre diventa quindi uno spartiacque per il titolo MSTR, ma anche per la narrativa di mercato costruita intorno agli acquisti ricorrenti di Saylor.