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Oro o Bitcoin, sorpresa: cosa valgono 1.000 euro messi cinque anni fa

Con i prezzi attuali, confronto 1.000 euro su oro spot e Bitcoin cinque anni fa: risultato, volatilità e drawdown da conoscere prima di ragionare.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
6 min di lettura magazine
Oro o Bitcoin, sorpresa: cosa valgono 1.000 euro messi cinque anni fa

La risposta secca è questa: con i prezzi attuali, 1.000 euro messi cinque anni fa su Bitcoin sarebbero diventati circa 1.589 euro, mentre 1.000 euro messi su Oro spot sarebbero diventati circa 2.471 euro. Sì: in questo confronto a cinque anni, usando questi livelli di prezzo, l’oro batte Bitcoin.

Ho calcolato il risultato partendo da prezzi storici approssimativi ma noti: Bitcoin intorno a 49.000 dollari cinque anni fa e oro intorno a 1.815 dollari l’oncia. Oggi uso i prezzi di mercato indicati: BTC a 77.884,12 dollari e oro spot a 4.484,13 dollari. Il cambio euro/dollaro non entra nel calcolo: tratto i 1.000 euro come capitale indicizzato al movimento dell’asset, prima di costi, tasse, spread e oscillazioni valutarie.

Il calcolo in due righe, senza magia

La formula è semplice: valore finale = 1.000 euro × prezzo attuale / prezzo iniziale. Per Bitcoin: 77.884,12 / 49.000 = circa 1,589. Quindi 1.000 euro diventano circa 1.589 euro. Per l’oro: 4.484,13 / 1.815 = circa 2,471. Quindi 1.000 euro diventano circa 2.471 euro.

AssetPrezzo circa 5 anni faPrezzo attualeValore di 1.000 euro
Bitcoin49.000 $77.884,12 $1.589 € circa
Oro spot1.815 $4.484,13 $2.471 € circa

La differenza non è piccola: l’oro arriva a circa 882 euro in più rispetto a Bitcoin su ogni 1.000 euro iniziali. Tradotto in rendimento semplice, Bitcoin fa circa +58,9%, mentre l’oro fa circa +147,1%.

Il dato che sorprende: non basta dire che Bitcoin corre di più

Molti risparmiatori associano Bitcoin alla crescita esplosiva e l’oro alla difesa. È un’immagine comprensibile, ma rischia di essere troppo semplice. In cinque anni specifici, il punto di partenza conta moltissimo: comprare un asset dopo una corsa già forte cambia completamente la fotografia.

Cinque anni fa Bitcoin era già vicino a una fase euforica del ciclo 2021. Non era ai massimi assoluti, ma non era nemmeno in una zona depressa. L’oro, invece, partiva da livelli molto più bassi rispetto al prezzo attuale. Il risultato è che l’asset percepito come più noioso ha prodotto, in questa finestra, il risultato più alto.

Questo non significa che l’oro sia sempre superiore a Bitcoin, né il contrario. Significa una cosa più utile: il rendimento non dipende solo dalla storia che raccontiamo su un asset, ma anche dal prezzo di ingresso e dal percorso necessario per arrivare al prezzo finale.

Drawdown: quanto avresti dovuto sopportare per arrivarci

Il rendimento finale è solo metà della storia. L’altra metà è il massimo dolore lungo il tragitto. Bitcoin, nel periodo considerato, è passato da un massimo storico intorno a 69.000 dollari nel 2021 a minimi intorno a 16.000 dollari nel 2022. Il calo dal picco al minimo è stato vicino al 77%.

Per chi fosse partito da 1.000 euro con BTC intorno a 49.000 dollari, il capitale teorico sarebbe salito a circa 1.408 euro vicino ai 69.000 dollari, per poi scendere a circa 327 euro vicino ai 16.000 dollari. Il punto non è il numero esatto al centesimo: è la pressione psicologica. Vedere 1.000 euro diventare poco più di 300 euro richiede una tolleranza alla volatilità che molti scoprono di non avere solo quando succede.

L’oro ha avuto un percorso meno violento. Nel periodo, si può usare come riferimento un’area di massimo intorno a 2.070 dollari e una discesa verso circa 1.620 dollari. Dal picco al minimo, il drawdown è stato vicino al 22%. Sempre doloroso, ma di un ordine diverso rispetto a Bitcoin.

Tradotto sul capitale: 1.000 euro in oro, partendo da 1.815 dollari, sarebbero saliti a circa 1.140 euro vicino a 2.070 dollari e scesi a circa 893 euro vicino a 1.620 dollari. Quindi anche l’oro può perdere, ma storicamente lo ha fatto con oscillazioni più contenute in questa finestra.

Perché il confronto è utile per chi cerca un bene rifugio

Oro e Bitcoin vengono spesso messi nella stessa categoria mentale: asset scarsi, alternativi alle valute tradizionali, non legati direttamente agli utili di un’azienda. Però funzionano in modo diverso. L’oro ha una storia secolare come riserva di valore; Bitcoin ha una storia molto più breve, una volatilità più alta e una componente tecnologica che non si può ignorare.

Non a caso, attorno a Bitcoin il dibattito non riguarda solo il prezzo. Si parla anche di sicurezza della rete, scalabilità, uso nei pagamenti e rischi operativi. Per esempio, abbiamo raccontato il tema della difesa quantistica su Bitcoin, un argomento lontano dall’oro fisico ma centrale per chi osserva le criptovalute.

C’è poi il tema della leva. Quando un asset è volatile, usare prestiti o strumenti a margine può amplificare sia guadagni sia perdite. Il ritorno dei prestiti su Bitcoin e Solana è un esempio di come il mercato crypto tenda ciclicamente a riaprire la porta al rischio finanziario, non solo al rischio di prezzo.

La lezione vera: rendimento e serenità non sono la stessa cosa

Se guardo solo il risultato finale, l’oro vince questo confronto. Se guardo la narrativa degli ultimi anni, molti si sarebbero aspettati il contrario. Ma se guardo il percorso, la differenza più importante non è tra 1.589 e 2.471 euro: è tra un drawdown vicino al 77% e uno vicino al 22%.

Questo è il punto che un risparmiatore dovrebbe portarsi a casa. Due asset possono essere entrambi percepiti come alternativi, ma avere profili emotivi completamente diversi. Uno può richiedere stomaco, orizzonte lungo e accettazione di crolli profondi. L’altro può muoversi meno violentemente, ma non è privo di fasi negative e può restare laterale per anni.

Anche la giornata singola conta poco se presa da sola: oggi Bitcoin segna -2,95% nelle 24 ore e l’oro -2,55%. Sono movimenti simili nel dato giornaliero, ma non cancellano la differenza strutturale vista sui cinque anni. La volatilità non si misura con una sola seduta: si misura con ciò che accade quando il mercato gira davvero contro.

Prima di scegliere una storia, guarda i numeri

Il confronto tra oro e Bitcoin non serve a incoronare un vincitore eterno. Serve a smontare una scorciatoia mentale: pensare che l’asset più innovativo debba per forza rendere di più, o che quello più antico debba solo proteggere. In questa finestra, con questi prezzi, è successo il contrario.

Chi vuole approfondire il lato operativo delle criptovalute può partire dalla nostra guida al trading di criptovalute. Chi invece valuta strumenti derivati o a leva dovrebbe prima capire bene cosa sono i CFD, perché il confronto tra rendimento e rischio cambia radicalmente quando entra il margine.

La prossima cosa sensata è controllare il prezzo aggiornato direttamente dalla scheda del Bitcoin e rifare il calcolo con la stessa formula: 1.000 × prezzo attuale / prezzo iniziale.

I rendimenti passati non garantiscono quelli futuri. Questo articolo è informativo e non è una consulenza finanziaria.

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