Fuga dagli ETF spot su BTC: giugno chiude con 4,5 miliardi in uscita
Gli ETF spot su BTC negli Stati Uniti hanno perso 4,5 miliardi a giugno, mese peggiore dal debutto. Pesano SpaceX, Fed e rotazione del capitale.

Gli ETF spot statunitensi su Bitcoin hanno archiviato il mese peggiore dal lancio, con 4,5 miliardi di dollari di deflussi netti a giugno. CoinDesk ha riportato che il saldo mensile ha superato del 29% il precedente record negativo, segnato a febbraio 2025, mentre The Block ha collegato l’uscita di capitali a un mix di incertezza macroeconomica e rotazione verso altri temi di mercato. La pressione si è concentrata soprattutto su IBIT, il fondo di BlackRock, indicato da CoinDesk come il maggiore per masse gestite nel segmento.
Il prodotto avrebbe assorbito da solo 3,55 miliardi di dollari di deflussi nel mese, compresi 212 milioni il 30 giugno, nona seduta consecutiva di riscatti netti per gli ETF spot su BTC quotati negli Stati Uniti. Il contesto aiuta a spiegare la violenza del movimento. CoinDesk ha indicato che il debutto in Borsa di SpaceX il 12 giugno avrebbe drenato una quota significativa di capitale di rischio, mentre la riunione della Federal Reserve guidata da Kevin Warsh avrebbe raffreddato le attese di tagli dei tassi, offrendo agli investitori istituzionali un motivo per ridurre l’esposizione agli asset più volatili.
Il prezzo di BTC resta però relativamente stabile nel breve termine: la criptovaluta scambia a 58.647,99 dollari, in rialzo dello 0,21% nelle ultime 24 ore. Il dato segnala che, almeno per ora, i riscatti dagli ETF non si sono tradotti in una rottura immediata del mercato spot, ma confermano una fase più selettiva per chi segue il mercato tramite strumenti quotati, tema approfondito anche nella nostra guida agli ETF su criptovalute. La dinamica si inserisce in una fase già fragile per il comparto.
Nei giorni scorsi avevamo segnalato un deterioramento del quadro sugli strumenti quotati legati a BTC, con IBIT sotto pressione e capitali attratti dall’intelligenza artificiale, mentre il calo di giugno aveva pesato anche su società con forte esposizione alla tesoreria in Bitcoin, come discusso nell’analisi su Strategy e il mese nero per MSTR. The Block ha indicato nella rotazione del capitale uno dei fattori centrali del deflusso. Il fenomeno non riguarda solo BTC: nelle fasi di riduzione del rischio, anche token alternativi come Polkadot tendono a finire sotto osservazione, perché gli investitori riducono prima le esposizioni considerate meno liquide o più sensibili ai flussi speculativi.
Secondo CoinDesk, gli asset complessivi degli ETF spot su BTC sarebbero scesi a circa 71 miliardi di dollari, dai circa 83 miliardi di inizio mese. La contrazione delle masse è rilevante perché gli ETF erano stati uno dei principali canali di ingresso per la domanda istituzionale dal debutto del gennaio 2024, contribuendo a rendere più diretto il collegamento tra Wall Street e mercato delle criptovalute. La prossima verifica arriverà con i flussi delle prime sedute di luglio.
Se i riscatti dovessero proseguire, il mercato leggerebbe il dato come conferma di un riposizionamento più profondo; se invece tornassero afflussi netti, giugno potrebbe essere archiviato come un episodio di stress concentrato. Sullo sfondo resta anche il nodo dei tassi, già al centro della nostra analisi sulla stretta della Fed con Warsh, un fattore che continua a condizionare gli asset digitali più di quanto indichi il movimento giornaliero dei prezzi.